Animali non convenzionali:
Il Panterophis Guttatus, (serpe del grano)

P.Guttatus è un serpente costrittore, quindi non velenoso, appartenente alla famiglia dei colubridi.

Come ci si prende cura di un Serpente del Grano?

Curiosità

Vengono chiamati anche ululoni: i maschi durante la stagione riproduttiva emettono richiami notturni tipici.
Toccateli il meno possibile, ma se proprio dovete, poi lavatevi sempre le mani. Le Bombine producono una sostanza irritante per scoraggiare i predatori.

Presentazione Generale

Originario del nord America, si può incontrare in tutto il versante sud orientale degli Stati Uniti, dal Texas fin quasi alla regione dei grandi laghi ed è infatti capace di adattarsi senza problemi a diversi habitat: praterie, boschi, zone rocciose, campi coltivati, aree palustri e perfino urbanizzate.

Caratteristiche

P.guttatus è un serpente costrittore, quindi non velenoso, appartenente alla famiglia dei colubridi, con abitudini prettamente crepuscolari e notturne. Ha una corporatura snella con una piccola testa poco distinta dal corpo e priva di un orecchio esterno. E’ di color mattone con macchie squadrate più scure che percorrono tutto il corpo su dorso e fianchi, mentre il ventre è caratterizzato da un motivo a scacchi bianchi e neri. Possiede occhi e pupille rotonde ed una buona vista che utilizza per cacciare, mentre è privo di fossette termosensibili. Un altro senso funzionale alla caccia è l’olfatto, che ha sede nell’organo di jacobson (organo vomero nasale) il quale riceve le molecole olfattive catturate dalla
lingua biforcuta. Si nutre prevalentemente di piccoli roditori, ma occasionalmente anche di altri vertebrati compresi membri della stessa specie, soprattutto in gioventù. Le dimensioni di un esemplare adulto normalmente si assestano tra i 90 e i 120 centimetri di lunghezza per 250/500
grammi di peso, ma possono talvolta essere superate. In natura ha una prospettiva di vita solitamente inferiore ai 10 anni ma in cattività supera facilmente la decade raggiungendo in alcuni casi i 20 anni. Le numerose riproduzioni che avvengono ormai da alcuni decenni hanno portato alla
selezione di diverse “morfologie” caratterizzate da colori e disegni differenti da quelli appena descritti.

DIMORFISMO SESSUALE
Macroscopicamente non esistono differenze tra maschi e femmine, a parte che quest’ultime tendono ad essere più lunghe e pesanti dei maschi, pertanto per distinguerne il sesso è necessario passare all’osservazione della zona caudale. Questa porzione, compresa tra la cloaca e la punta della coda,
nei maschi risulta più sviluppata sia in lunghezza che in spessore poiché contiene gli organi riproduttivi (emipeni), mentre nelle femmine è più corta e sottile. In casi dubbi si può giungere alla determinazione del sesso anche mediante 2 esami meccanici leggermente invasivi, che quindi devono
essere eseguiti da una mano esperta o da un veterinario specializzato: il “popping” e il “sessaggio con sonde”.

Habitat Casalingo

P.guttatus è un serpente piuttosto dinamico dalle abitudini terricole, quindi necessita di un terrario sviluppato in orizzontale e di dimensioni adeguate alla lunghezza dell’esemplare che andrà ad ospitare, solitamente a partire da una base minima di 70x30cm fino ad una massima di 100cmx50cm,
dotato inoltre di “doppia areazione”, ma può essere allevato anche in vasche di plastica, fauna box e sistemi rack. E’ consigliato l’allevamento di un unico esemplare per teca.

ILLUMINAZIONE
Non sono necessarie particolari lampade ma va garantita una corretta illuminazione in modo da ricreare il normale ciclo giorno – notte, fornendo 8/10 ore di luce.

TEMPERATURA
Generare all’interno del terrario un gradiente termico riscaldando solo un terzo, massimo un mezzo della base del terrario con un tappetino o un cavetto riscaldante di adeguato wattaggio, fino a raggiungere una temperatura massima di circa 28°C (consigliato l’utilizzo di un termostato). P.guttatus tuttavia non risente di temperature inferiori di conseguenza in alcuni casi è possibile fare a meno del riscaldamento avvalendosi delle normali temperature casalinghe, purchè si mantengano superiori ai 20°C.

UMIDITA’
P.guttatus non presenta particolari esigenze nemmeno da questo punto di vista e la normale umidità ambientale può essere sufficiente, consigliando comunque di innalzarla leggermente mediante nebulizzazioni durante i periodi di muta così da facilitarne la corretta esecuzione.

SUBSTRATO
I più indicati per igiene e praticità sono senza dubbio carta di giornale e aspen, un particolare truciolato depolverato e sterilizzato presente nei negozi di settore, ma volendo optare per una soluzione più naturalistica si possono utilizzare anche torba, fibra di cocco o corteccia in pezzi. Materiali polverosi, sabbia, ghiaia di diverso diametro e lettiera per gatti sono sconsigliati perché possono causare problemi all’apparato respiratorio o digerente se ingeriti.

ARREDAMENTO
Si ha abbastanza libertà di azione evitando ovviamente oggetti potenzialmente tossici o che possano ferire P.guttatus. Non devono mancare una tana nella zona calda e una nella zona fredda, in modo che P.guttatus possa decidere a quale temperature posizionarsi e una ciotola d’acqua possibilmente abbastanza grande da permettere a P.guttatus di entrarci comodamente. A scelta si può inoltre inserire una “tana umida”, ovvero un contenitore di plastica contenente substrato umido e con un foro di entrata sul coperchio o su un lato.

Alimentazione

In cattività l’alimentazione può essere basata su topi o ratti di piccole dimensioni. P.guttatus nel più dei casi si dimostra vorace ed accetta senza problemi prede decongelate, che devono pesare circa il 20% del suo peso corporeo. La dimensione della preda quindi è direttamente proporzionale alla
dimensione dell’animale, mentre la frequenza dei pasti diminuisce con la crescita fino alla somministrazione di un pasto ogni 10/15 giorni per esemplari adulti.

Riproduzione

La riproduzione va tentata solo con esemplari sani e adulti in modo da ridurre al minimo la probabilità che si possano presentare complicazioni quindi, nonostante P.guttatus si mostri riproduttivo già dopo un anno, è preferibile sottoporlo alla riproduzione solo dopo il compimento del secondo anno di vita, soprattutto se l’esemplare in questione è una femmina, la quale dovrà inoltre avere un peso superiore ai 300 grammi.
Il successo riproduttivo è maggiore facendo trascorrere a P.guttatus un periodo di brumazione durante il quale ore di luce e temperatura, dopo essere state ridotte gradualmente, vanno mantenute a valori minimi per uno o 2 mesi, ovvero 6 ore di luce e 15°C, temperatura tuttavia difficilmente raggiungibile nelle normali abitazioni a meno che non si decida di spostare P.guttatus in un locale più freddo come un box o una cantina. Almeno una settimana prima di raggiungere la temperatura minima P.guttatus non va alimentato così come per i successivi 30/60 giorni, lasciando a disposizione solo dell’acqua.
Si ottengono tuttavia buoni risultati anche senza abbassare così tanto le temperature e quindi può essere sufficiente far trascorrere questo periodo alle normali temperature di casa, tenendo presente però che a più di 18°C il metabolismo di P.guttatus si mantiene attivo bruciando calorie e di conseguenza è opportuno monitorare costantemente il peso di P.guttatus assicurandosi che non ci sia un eccessivo dimagrimento. In queste condizioni P.guttatus può mostrarsi quindi affamato perciò è possibile alimentarlo seppur con prede di taglia ridotta e facendo trascorrere più tempo del normale tra un pasto e l’altro.
In ognuno dei 2 casi si consiglia un esame delle feci prima di iniziare ad abbassare la temperatura, mentre dopo aver gradualmente ripristinato i parametri si può ricominciare ad alimentare P.guttatus con regolarità, inizialmente con prede più piccole rispetto a quelle usate normalmente. Una volta ristabilite le condizioni ottimali, dopo poco la femmina affronta una “muta primaverile”, a seguito della quale libererà molti feromoni e sarà più disponibile ad accoppiarsi; questo è il momento migliore per far incontrare i 2 partner che andranno nuovamente separati dopo 2 o 3 giorni, anche nel caso non ci sia stato nessun accoppiamento. Gli incontri infatti possono essere ripetuti più volte a distanza di qualche giorno l’uno dall’altro poiché non sempre la fecondazione o la copula stessa avvengono al primo tentativo.
Capita spesso che i maschi nel periodo degli accoppiamenti perdano appetito perché impegnati unicamente nella ricerca di una femmina. Le femmine una volta fecondate affronteranno circa 2 mesi di gravidanza nei quali potrebbero anch’esse smettere di mangiare a causa dell’ingombro creato dalle uova, ma in caso contrario continuare ad alimentarle, preferibilmente con prede di piccola taglia per facilitare la digestione. La deposizione è preceduta da una “muta pre-deposizione” ed in questo momento bisogna inserire nel terrario, se non è già presente, una tana umida che verrà utilizzata per la deposizione. A seconda della dimensione e dell’età della femmina, possono esser deposte dalle 10 alle 30 uova le quali dovranno essere incubate a 27-28°C con 80% di umidità. Con queste condizioni i tempi di schiusa sono di circa 60 giorni.

ALLEVAMENTO DEI PICCOLI
I piccoli alla nascita misurano circa 20 centimetri e per i primi mesi di vita vanno stabulati in piccole vasche o fauna box utilizzando carta assorbente come substrato. Normalmente iniziano ad alimentarsi a seguito della prima muta che viene effettuata dopo circa una settimana dalla schiusa. A questo punto si possono alimentare ogni 4/5 giorni con piccoli di topo (pinkies), mentre per il resto si considerano valide le cose scritte in precedenza, adeguando le dimensioni di tane e ciotola dell’acqua a quelle dei piccoli. Lo svezzamento dei piccoli di P.guttatus non è solitamente problematico ma se dovessero presentarsi problemi di inappetenza si può ricorrere ad alcuni espedienti come la somministrazione di una preda viva o in casi estremi all’alimentazione forzata.

Necessità Sanitarie

P.guttatus non ha particolari necessità sanitarie ma si consigliano semplicemente visite di controllo a cadenza semestrale ed un esame coprologico ogni 4 mesi.

Quando Preoccuparmi

P.guttatus è generalmente un animale resistente e le patologie più frequenti, dovute a parassiti interni (ossiuri, coccidi) o esterni (acari), sono spesso da imputare ad una cattiva gestione e igiene.
In questi casi P.guttatus può dare segni di inappetenza, letargia, aggressività o nervosismo.

Perché adottarne uno

Sono animali pieni di vita, molto sociali e che con il tempo possono decisamente dare soddisfazione affettiva! la riproduzione è relativamente semplice e geneticamente interessante.

Perché non adottarne uno

La prospettiva di vita di P.guttatus impone un impegno prolungato nel tempo.

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